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2017: un anno di Google, Youtube, Spotify, Instagram

Mai come quest’anno ci siamo fatti tante domande, dice Google. La parola più cercata nel mondo è uragano Irma, seguita da iPhone 8 e iPhone X. In Italia invece la top 5 è: Nadia Toffa, Hotel Rigopiano, Italia-Svezia, Sanremo e Terremoto. Niente che riporti ad un avvenimento positivo insomma, se si esclude (forse) la competizione canora. Qui potete dare un’occhiata a tutte le classifiche, divertitevi.
Qui sotto invece il classico Rewind di Youtube, per la gioia di chi pensava di essersi ormai liberato di Despacito. Facebook, dal canto suo, dà la possibilità agli utenti di vedere il proprio Year in Review (qui), esattamente come Spotify (qui la classifica personale e qui quelle delle canzoni più ascoltate nel mondo). E il tweet più retwittato? Quello di Carter Wilkerson, un ragazzo americano che ha chiesto ad una catena di fast food crocchette di pollo gratis (qui un articolo riguardo i top trends di Twitter). Infine, se ancora avete le forze,  i post e gli hashtag più popolari di Instagram, qui.

Pedigree: the Adoptable Facebook Mask

Se le maschere di Facebook, dopo quelle di Snapchat, vanno per la maggiore sul web, allora perché non usarle anche per fare del bene?
Date un’occhiata all’idea del marchio Pedigree: raggiungete questo link via mobile e, grazie alla realtà aumentata e alle illustrazioni di Therese Larsson, calatevi nei panni… del cane che vorreste adottare.

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Il giorno in cui Shazam dimenticò tutto

Dopo il chatbot per aiutare i malati di Alzheimer eccoci qui a parlare della bella idea di digital marketing di Shazam e dell’associazione Alzheimer’s Research UK per sensibilizzare i più giovani sullo stesso argomento.
Cosa  fareste se la popolare app, usata da milioni di persone per ricordare il titolo di una canzone, all’improvviso perdesse la memoria? Del tipo: “Umm, aspetta, questa la sapevo…”!

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Peta: Animals for the Ethical Treatment of People

E se ribaltassimo la prospettiva? Date un’occhiata a quello che probabilmente è l’unico spot della PETA che finora sono riuscita a guardare senza mani davanti agli occhi: niente crudeltà spiattellate in faccia allo spettatore, solo due simpatici animali, una mucca e un’oca, che si schierano a favore del trattamento etico degli umani.
Avete capito bene, perché questa è l’idea dell’associazione animalista: fare parlare loro, per farci capire ancora una volta che l’animale più crudele è sicuramente l’uomo. Perché loro non farebbero mai niente del genere. E a completate la campagna anche un perfetto sito web a tema, quello dell’AETP! Ecco il link.

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