stop motion

Intervista a Gianluca Maruotti

Ammiro da sempre le persone che sanno creare meravigliose opere con le proprie mani, che siano artigiani, pittori, scultori o qualsiasi altra cosa. Se anche voi la pensate come me, godetevi questa nostra nuova, bellissima intervista a Gianluca Maruotti (sito), illustratore, puppet maker e animatore, maestro nel modellare la plastilina (e la cera dei formaggini, a quanto pare! 🙂).

Ciao Gianluca. Come prima cosa raccontaci chi sei. Dove ti sei formato, qual è stato il tuo percorso artistico e di cosa ti occupi oggi?
Mi occupo di poche cose. Principalmente combatto contro la pigrizia con risultati alterni.
Nei giorni in cui ho la meglio sono un illustratore, un animatore, un puppet maker, un character designer. Poi sono anche un papà, un marito, un lettore di fumetti.
Cerco di occuparmi di queste poche cose al meglio e qualcuna di queste mi riesce discretamente bene, ma nessuna tanto bene quanto vorrei.
Per formarmi come illustratore ho studiato un anno in Inghilterra e poi ho frequentato una scuola di illustrazione a Roma. Mentre come animatore sono quasi completamente autodidatta e devo ancora imparare molto.
Lavoro da quindici anni nel mio studio nel cuore di Roma, a Trastevere.

Parlaci un po’ meglio del tuo lavoro. So che negli ultimi anni stai lavorando più come animatore che come illustratore. Come nasce e come viene portata avanti un’idea? In particolare dicci qualcosa di più sul lungo processo di realizzazione di un video in stop motion.
Si, ultimamente mi dedico soprattutto alla realizzazione di animazioni con la tecnica dello stop-motion, utilizzando sia carta (cutout animation) che plastilina (claymation).
E’ decisamente un processo molto lungo. Tutto comincia con un’idea, uno spunto, un soggetto. Il tutto viene messo su carta con bozzetti e storyboard. Successivamente si crea un animatic, il quale non è altro che uno storyboard animato. Una volta chiarite le idee su cosa fare si procede alla produzione vera e propria creando tutti i set, i personaggi e gli elementi che saranno poi animati. Quindi si passa all’animazione. La stop-motion animation in particolare richiede pazienza e assoluta concentrazione. Personalmente in media riesco a realizzare non più di 15 secondi di animazione al giorno, ma a volte decisamente meno, dipende molto dalla complessità del lavoro. L’ultima fase è quella della post produzione, quando si aggiustano eventualmente i colori e si inseriscono i suoni e la musica.
Nella stop motion il processo è importante quanto il risultato tanto più perché il risultato svela il processo. È una tecnica molto artigianale e la mano dell’animatore è molto visibile perché ogni singolo fotogramma viene scolpito e modellato a mano.
Estremamente complicato è quindi nascondere le imperfezioni e suppongo non abbia nessun senso cercare di farlo. Al contrario, molto del fascino che questa tecnica ancora suscita è dovuto alla sua matericità e al suo aspetto artigianale.

Quanto è difficile farsi strada nel mondo dell’animazione nel nostro paese? Trovare spazio e farsi conoscere è complicato oppure chi ha talento e chi merita riesce a emergere e a far valere le proprie capacità?
Non saprei dire con precisione, conosco pochissimo il mondo dell’animazione in Italia. Ho il sospetto che sia un pianeta non proprio esteso e indubbiamente poco abitato.
Nell’ambito della stop-motion ci sono alcune realtà medio piccole che fanno cose molto valide ma non sono al corrente dell’esistenza di grandi produzioni. Farsi spazio quindi è decisamente complicato ma confido nel fatto che tutto sommato la qualità venga quasi sempre riconosciuta.
La buona notizia è che non credo sia indispensabile trovare spazio necessariamente nel nostro paese. Oggi l’arte è globale e utilizzando la rete si può far conoscere il proprio lavoro ovunque.

Immagino che essere un puppet maker lavorando la plastilina significhi anche essere un bravo scultore e decoratore. Le abilità manuali, e direi artigianali, che un lavoro del genere richiede sono qualcosa che si acquisisce e si affina col tempo e con l’esperienza?
Per scolpire e ‘riprodurre’ un puppet le abilità artigianali e la confidenza con la materia sono importanti. In aggiunta non possono assolutamente mancare una forte impronta estetica personale ed una notevole dose di immaginazione, soprattutto quando si deve ‘creare’ un puppet e idearlo.
Personalmente ho un approccio più da illustratore che da scultore. Non ho mai studiato scultura e quando ho cominciato non possedevo particolari capacità tecniche. Per fortuna le abilità manuali si acquisiscono con l’esperienza. In più la plastilina è un materiale duttilissimo, molto semplice da lavorare; infatti a differenza del legno, marmo e altro, oltre che modificarne la forma si può sia togliere che aggiungere materia.
Come in tutte le arti (e non solo le arti) l’applicazione e l’esperienza sono ingredienti essenziali. Fondamentale è quindi la passione, che serve da motore. Il talento è solamente utile a rendere il percorso più semplice.
In breve credo che il talento senza passione non produca granché, la passione senza talento qualcosa di bello la può creare. Se poi si è dotati sia di talento che di passione, tanto meglio.

Parlaci dell’opera a cui sei più affezionato, animazione o illustrazione che sia.
Sicuramente un’animazione dal titolo ‘Paper Plane’. E’ un video musicale in cutout animation per l’eccezionale artista, musicista, amico Massimo Giangrande.
I disegni sono stati realizzati da Felicita Sala mentre io mi sono occupato della regia e dell’animazione. È stato difficile creare il tutto in poco più di due mesi, ma era primavera e in primavera tutto è possibile.

Ci puoi anticipare qualcosa riguardo i tuoi progetti futuri?
In questi giorni sto lavorando ad una piccola animazione. Si chiamerà ‘Free to roam’ e anche questa sarà un video musicale. Un lavoro realizzato dando vita a bassorilievi scolpiti interamente in plastilina. Se tutto va come prevedo (quasi mai succede) dovrei riuscire a portarlo a termine prima dell’estate.

L’ultima domanda è quella che non ti hanno mai fatto ma che ti piacerebbe ti facessero. Qual è? E grazie per il tuo tempo.
Generalmente preferisco le domande alle risposte (questo spiega la fatica con la quale ho risposto a queste domande).
Mi piacciono molto i quesiti esistenziali, o quelli la cui risposta non è poi così importante.
Nessuno mi ha mai chiesto perché quando disegno un volto comincio sempre dal naso. Suppongo non sia molto interessante.
Ad ogni modo non ho una risposta.

Il Grand Canyon e il Pianeta Blu

Rifatevi gli occhi con questi due video dedicati alla strabiliante bellezza del pianeta Terra. Il primo ci porta nelle profondità marine, accompagnati dalla voce del noto naturalista Sir David Attenborough ed è il capitolo due della serie britannica The Blue Planet.
Il secondo ci mostra invece l’affascinante fenomeno atmosferico dell’inversione termica nel bellissimo scenario del Grand Canyon, in un time-lapse di Harun Mehmedinovic.

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Loving Vincent: il nuovo bellissimo trailer

Ricordate Loving Vincent, il meraviglioso film di prossima uscita di cui abbiamo parlato tempo fa? Adesso è uscito il nuovo incredibile trailer!
E nel frattempo siamo arrivati ad un totale di 65.000 frame completamente dipinti! Fossi in voi non me lo perderei…

Coca Cola: A Bottle Love Story

Anche due bottiglie di plastica si possono innamorare, a quanto pare. E per far sì che possano stare sempre insieme è necessario che impariamo a riciclare!
Ecco lo spot con cui il marchio Coca-Cola vuole dimostrare il suo impegno nell’usare bottiglie 100% riciclabili: un simpatico e creativo video il cui set è realizzato, manco a dirlo, in plastica! Date un’occhiata al Making of!

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