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Intervista a Andrea Manzati

Andrea Manzati, illustratore veronese che ha lavorato per clienti come The New York Times, Computer Arts, Billboard, Wired e tanti altri. Se volete dare un’occhiata alle sue creazioni, che spaziano dal digitale alla plastilina, ecco il suo sito e profilo Behance.

Ciao Andrea. Prima di tutto vogliamo conoscere meglio il tuo lavoro. Spiegaci qual è il processo creativo delle tue opere. Le tue illustrazioni digitali ad esempio nascono da uno schizzo preliminare su carta? E come crei le tue composizioni di plastilina? È una tecnica che si affina col tempo?
Le mie illustrazioni partono sempre da uno o più schizzi su carta, dopo l’approvazione del cliente passo al disegno a computer. Stessa cosa per le illustrazioni con la plastilina, uso lo schizzo come base sulla quale comporre l’illustrazione.
Ho iniziato a lavorare con la plastilina durante il mio periodo allo studio Happycentro, dove veniva spesso usare per realizzare animazioni in stop-motion. Me ne sono subito innamorato, è un materiale divertente che permette inoltre di staccare un po’ la testa dal computer col quale bene o male passiamo sempre troppo tempo.

Che tipo di formazione hai alle spalle? E cosa ha ispirato il tuo lavoro, cosa ti ha aiutato a definire il tuo stile?
Non ho frequentato l’università ma un istituto tecnico serale ad indirizzo grafico. Una volta entrato nel mondo del lavoro ho cercato di fare in modo di costruire un portfolio eccellente da usare per cercare lavoro in studi di progettazione. Ho cambiato diversi posti di lavoro e ho lavorato praticamente in tutti gli ambiti della comunicazione, per poi capire che quello che mi piace di più è fare l’illustratore. Da quel momento ogni sera dopo il lavoro tornavo a casa e disegnavo. Diciamo che lo stile si definisce con il tempo, dopo innumerevoli tentativi e ore su ore di disegni.

Qual è il tuo progetto preferito? Raccontaci come è nato e perché ci sei affezionato.
Direi la serie Countrylife. All’inizio del 2013 io e la mia famiglia siamo stati costretti ad un cambio di casa forzato, prima eravamo custodi di una antica villa di campagna, ma il proprietario aveva deciso di ristrutturare tutta la casa per costruire degli appartamenti da mettere in affitto, abbiamo quindi dovuto cercare in fretta un’altra abitazione. Avendo vissuto per quasi tutta la mia vita in campagna, questo evento è stato per me quasi traumatico. Ho disegnato la serie Countrylife come ricordo del mio periodo in quella vecchia casa.

Se non facessi quello che fai che cosa faresti? Hai altre passioni?
Mi piacciono le piante e sono appassionato di botanica. Se non avessi la possibilità di fare l’illustratore mi piacerebbe fare il giardiniere.

Cosa ti piacerebbe fare che ancora non hai fatto? C’è un progetto che vorresti iniziare o una collaborazione che vorresti stringere?
Mi piace il label design, ho avuto modo di lavorare a qualche etichetta di vino in uno studio dove lavorai molti anni fa. Mi piacerebbe ora avere la possibilità di lavorare su qualche etichetta di vino o di birra. Mi piacerebbe anche lavorare su un libro per bambini, ho avuto una mezza occasione per lavorarci un anno fa ma poi è sfumata.

Hai lavorato anche per molti clienti internazionali. Che differenze hai notato tra il mercato italiano rispetto a quello estero? In questo senso il tuo metodo di lavoro cambia a seconda del cliente?
Ho notato molte differenze, lavorando nel settore dell’editoria i clienti esteri pagano meglio e più in fretta, sono più organizzati nel lavoro, ti danno più tempo a disposizione per finire il progetto. Questo in linea di massima. Mi dispiace molto perché vorrei ovviamente lavorare di più con l’Italia.

Agosto 2014

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Intervista a Gianluca Maruotti

Ammiro da sempre le persone che sanno creare meravigliose opere con le proprie mani, che siano artigiani, pittori, scultori o qualsiasi altra cosa. Se anche voi la pensate come me, godetevi questa nostra nuova, bellissima intervista a Gianluca Maruotti (sito), illustratore, puppet maker e animatore, maestro nel modellare la plastilina (e la cera dei formaggini, a quanto pare! 🙂).

Ciao Gianluca. Come prima cosa raccontaci chi sei. Dove ti sei formato, qual è stato il tuo percorso artistico e di cosa ti occupi oggi?
Mi occupo di poche cose. Principalmente combatto contro la pigrizia con risultati alterni.
Nei giorni in cui ho la meglio sono un illustratore, un animatore, un puppet maker, un character designer. Poi sono anche un papà, un marito, un lettore di fumetti.
Cerco di occuparmi di queste poche cose al meglio e qualcuna di queste mi riesce discretamente bene, ma nessuna tanto bene quanto vorrei.
Per formarmi come illustratore ho studiato un anno in Inghilterra e poi ho frequentato una scuola di illustrazione a Roma. Mentre come animatore sono quasi completamente autodidatta e devo ancora imparare molto.
Lavoro da quindici anni nel mio studio nel cuore di Roma, a Trastevere.

Parlaci un po’ meglio del tuo lavoro. So che negli ultimi anni stai lavorando più come animatore che come illustratore. Come nasce e come viene portata avanti un’idea? In particolare dicci qualcosa di più sul lungo processo di realizzazione di un video in stop motion.
Si, ultimamente mi dedico soprattutto alla realizzazione di animazioni con la tecnica dello stop-motion, utilizzando sia carta (cutout animation) che plastilina (claymation).
E’ decisamente un processo molto lungo. Tutto comincia con un’idea, uno spunto, un soggetto. Il tutto viene messo su carta con bozzetti e storyboard. Successivamente si crea un animatic, il quale non è altro che uno storyboard animato. Una volta chiarite le idee su cosa fare si procede alla produzione vera e propria creando tutti i set, i personaggi e gli elementi che saranno poi animati. Quindi si passa all’animazione. La stop-motion animation in particolare richiede pazienza e assoluta concentrazione. Personalmente in media riesco a realizzare non più di 15 secondi di animazione al giorno, ma a volte decisamente meno, dipende molto dalla complessità del lavoro. L’ultima fase è quella della post produzione, quando si aggiustano eventualmente i colori e si inseriscono i suoni e la musica.
Nella stop motion il processo è importante quanto il risultato tanto più perché il risultato svela il processo. È una tecnica molto artigianale e la mano dell’animatore è molto visibile perché ogni singolo fotogramma viene scolpito e modellato a mano.
Estremamente complicato è quindi nascondere le imperfezioni e suppongo non abbia nessun senso cercare di farlo. Al contrario, molto del fascino che questa tecnica ancora suscita è dovuto alla sua matericità e al suo aspetto artigianale.

Quanto è difficile farsi strada nel mondo dell’animazione nel nostro paese? Trovare spazio e farsi conoscere è complicato oppure chi ha talento e chi merita riesce a emergere e a far valere le proprie capacità?
Non saprei dire con precisione, conosco pochissimo il mondo dell’animazione in Italia. Ho il sospetto che sia un pianeta non proprio esteso e indubbiamente poco abitato.
Nell’ambito della stop-motion ci sono alcune realtà medio piccole che fanno cose molto valide ma non sono al corrente dell’esistenza di grandi produzioni. Farsi spazio quindi è decisamente complicato ma confido nel fatto che tutto sommato la qualità venga quasi sempre riconosciuta.
La buona notizia è che non credo sia indispensabile trovare spazio necessariamente nel nostro paese. Oggi l’arte è globale e utilizzando la rete si può far conoscere il proprio lavoro ovunque.

Immagino che essere un puppet maker lavorando la plastilina significhi anche essere un bravo scultore e decoratore. Le abilità manuali, e direi artigianali, che un lavoro del genere richiede sono qualcosa che si acquisisce e si affina col tempo e con l’esperienza?
Per scolpire e ‘riprodurre’ un puppet le abilità artigianali e la confidenza con la materia sono importanti. In aggiunta non possono assolutamente mancare una forte impronta estetica personale ed una notevole dose di immaginazione, soprattutto quando si deve ‘creare’ un puppet e idearlo.
Personalmente ho un approccio più da illustratore che da scultore. Non ho mai studiato scultura e quando ho cominciato non possedevo particolari capacità tecniche. Per fortuna le abilità manuali si acquisiscono con l’esperienza. In più la plastilina è un materiale duttilissimo, molto semplice da lavorare; infatti a differenza del legno, marmo e altro, oltre che modificarne la forma si può sia togliere che aggiungere materia.
Come in tutte le arti (e non solo le arti) l’applicazione e l’esperienza sono ingredienti essenziali. Fondamentale è quindi la passione, che serve da motore. Il talento è solamente utile a rendere il percorso più semplice.
In breve credo che il talento senza passione non produca granché, la passione senza talento qualcosa di bello la può creare. Se poi si è dotati sia di talento che di passione, tanto meglio.

Parlaci dell’opera a cui sei più affezionato, animazione o illustrazione che sia.
Sicuramente un’animazione dal titolo ‘Paper Plane’. E’ un video musicale in cutout animation per l’eccezionale artista, musicista, amico Massimo Giangrande.
I disegni sono stati realizzati da Felicita Sala mentre io mi sono occupato della regia e dell’animazione. È stato difficile creare il tutto in poco più di due mesi, ma era primavera e in primavera tutto è possibile.

Ci puoi anticipare qualcosa riguardo i tuoi progetti futuri?
In questi giorni sto lavorando ad una piccola animazione. Si chiamerà ‘Free to roam’ e anche questa sarà un video musicale. Un lavoro realizzato dando vita a bassorilievi scolpiti interamente in plastilina. Se tutto va come prevedo (quasi mai succede) dovrei riuscire a portarlo a termine prima dell’estate.

L’ultima domanda è quella che non ti hanno mai fatto ma che ti piacerebbe ti facessero. Qual è? E grazie per il tuo tempo.
Generalmente preferisco le domande alle risposte (questo spiega la fatica con la quale ho risposto a queste domande).
Mi piacciono molto i quesiti esistenziali, o quelli la cui risposta non è poi così importante.
Nessuno mi ha mai chiesto perché quando disegno un volto comincio sempre dal naso. Suppongo non sia molto interessante.
Ad ogni modo non ho una risposta.

Intervista a Vincent Bal

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Che sia una persona con senso dell’umorismo lo si capisce subito leggendo la biografia sul suo sito, dove esordisce scrivendo: “Come molte altre persone sono nato (evviva), sfortunatamente morirò anche, ma hei, pensiamo positivo.”. Da lì in poi il racconto della sua vita vi stupirà. Perché scoprirete che l’illustratore che probabilmente conoscete per il fortunato progetto Shadowology, che ha ricevuto molto successo online e non solo, in realtà è un navigato regista, che ha diretto film pluripremiati, cortometraggi, spot e persino una serie animata (tratta da uno dei libri che ha scritto e illustrato). Le sue illustrazioni insomma non sono il suo unico amore, tanto che lui ci scherza persino su, dicendo: “Se lo metti in una cornice, è arte!”. Date un’occhiata al suo Instagram e Etsy.
Ciao Vincent. Ho letto nella tua biografia che hai diretto diversi film, corti e spot. Ma hai anche scritto e illustrato alcuni libri e sei il creatore del progetto Shadowology. Qual è il tuo primo amore, tra la regia e l’illustrazione?
La risposta è che semplicemente mi piace fare. Che sia un film, o un libro, o uno spot. Mi diverto nel creare qualcosa. Ma il disegno è qualcosa che faccio da quando ero molto piccolo, quindi in un certo senso è il mio primo amore. Quello che invece mi attrae dei film è che puoi combinare così tante diverse discipline. La recitazione, lo storytelling, la fotografia, la musica… Dall’altro lato però ci vuole molto tempo per riuscire a finanziare un film, ed è un impegno molto complesso. Quando faccio i miei disegni con le ombre sono io l’intera squadra, e l’intero processo produttivo, dall’idea al pubblico, può durare solamente una mezz’ora, adoro questo aspetto. Inoltre, anche questo comprende storytelling, recitazione (nel disegno) e ovviamente fotografia. 🙂 È bello avere entrambe le cose.
Come nasce un disegno di Shadowology? Passi il tuo tempo cercando oggetti con una “buona” ombra oppure l’idea ti viene in mente all’improvviso?
Parto sempre con un oggetto che mi sembra interessante. Poi lo posiziono davanti alla luce e provo a giocare con le ombre fino a che riconosco una forma. Bisogna tenere la mente molto aperta per fare questo. Non funziona quando sono stressato o quando voglio forzare le ombre a prendere una certa forma. È davvero sorprendente vedere che grande differenza possono fare i piccoli dettagli se illuminati. È impossibile prevedere cosa ne varrà fuori. In estate mi piace lavorare con la luce solare, perché le ombre sono così nette e la luce è così bella. Ma devo lavorare molto velocemente, perché il sole si sposta e le ombre cambiano in continuazione. E poi ci sono le nuvole. Odio le nuvole mentre sto disegnando.  🙂 Probabilmente le cose che vedo nelle ombre hanno qualcosa a che fare con quello che ho visto nel mio recente passato, o cose che sono nel mio subconscio, funziona un po’ come un test di Rorschach.
Dove prendi l’ispirazione? O chi ti ha inspirato? Fammi qualche nome di artisti, registi, musicisti che ti piacciono.
Ci sono così tante persone che ammiro… Amo autori di fumetti come Franquin, Sempé, Daniel Clowes, Crumb, Morris, Seth, Christophe Blain, Trondheim, Bill Waterson, Hanco Kolk, Yves Chaland… registi come Billy Wilder, Tati, The Coen brothers, Kubrick, Lubitsch, Wes Anderson, Van Dormael, Melville, Fellini… artisti come Rik Wouters, Spilliaert, Velazquez, Matisse, Renoir, Bill Viola, Klimt, Dufy, Hopper, Van Gogh (che ha un bellissimo nome)… fotografi come Weegee, Saul Leiter, Van der Elsken, Brassai, Robert Frank, Gruyaert… compositori e musicisti come Chet Baker, The Ink spots, Prince, James Brown, The Beatles, The White Stripes, Duke Ellington, Serge Gainsbourg… Amo quando mi sento ispirato o commosso da un’opera d’arte.
Cosa vedi nel tuo futuro? Regia, illustrazione, magari animazione, pittura, recitazione, ricamo artistico o che altro? 🙂
Non ho idea di cosa porterà il futuro. Se qualcuno mi avesse detto due anni fa che così tante persone avrebbero apprezzato i miei disegni gli avrei dato del pazzo. È stata una bella sorpresa per me. Sto portando avanti alcuni film, un film per le famiglie, un progetto di animazione e un film noir. Quindi spero che nel 2019 produrrò uno di questi. Inoltre spero di continuare con i miei disegni e magari realizzare in questo modo la copertina di un album musicale o di una rivista. Sarebbe forte. L’anno scorso ho pubblicato un libro con i miei disegni qui in Belgio e mi piacerebbe vederlo pubblicato anche in altri paesi. Chi lo sa?
L’ultima domanda è quella che non ti hanno mai fatto ma che ti piacerebbe ti facessero. Qual è? E grazie per il tuo tempo.
Questa è difficile. Sul mio sito le persone possono mandarmi un messaggio, ma solo se rispondono ad una domanda, che è: “Qual è il tuo dolce preferito?”. Non puoi mandare un messaggio se lasci quel campo vuoto. Questo dice molto delle persone, ho scoperto. I miei tre preferiti al momento sono (in ordine sparso!): crêpe suzette, zabaione e île flottante. Anche la pavlova e la dame blanche sono tra i miei preferiti.
English version here

Interview to Vincent Bal

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Enjoy this new interview to Vincent Bal, filmmaker and “shadowologist”! Have a look here: websiteInstagramEtsy
Hi Vincent. I read in your biography that you have directed so many films, shorts and commercials. But you have also written and illustrated books and you are the creator of the Shadowology project. So, which is your first love, between direction and illustration?
The answer is, I just like to make stuff. Wether that is a film, or a book, or direct a commercial. I enjoy creating things. But drawing is something that I have been doing since I was very small, so in a way it is my first love. What attracted me to film is that you can combine so many different disciplines. Acting, storytelling, photography, music… On the other hand, it always takes a very long time to finance a film, and it’s a very complex undertaking. When I make my shadow doodles I’m the whole crew by myself, and the whole production process from idea to audience can take as little as half an hour. I love that. Plus, it also involves storytelling, acting (in the drawing) and of course photography. 🙂 It’s nice to have both.
How does a shadow doodle start? Do you pass your time searching for objects with a “good” shadow or does the idea pop accidentally into your mind?
I always start with an object I find appealing. I then place it in the light and try to play with the shadows until I recognize a form. You have to keep a very open mind doing this. It does not work when I’m stressed or when I want to force the shadows to take a certain form. It is very surprising to see what a difference the smallest details in lighting make. It is impossible to predict what will come out. When it’s summer, I love to work with real sunlight, because the shadows are so sharp and the light is so beautiful. But then I have to work really fast. Because the sun moves, the shadows change all the time. And then there are the clouds. I hate the clouds when I’m drawing. 🙂  Probably the things I see in the shadows have something to do with stuff I have seen in the recent past, or things that are in my subconscious, it works a little like a Rorschach test.
Where do you get your inspiration? Or who has inspired you? Tell me some artists, filmmakers, musicians you like.
So many people I admire… I love comic book artists like Franquin, Sempé, Daniel Clowes, Crumb, Morris, Seth, Christophe Blain, Trondheim, Bill Waterson, Hanco Kolk, Yves Chaland… Film directors like Billy Wilder, Tati, The Coen brothers, Kubrick, Lubitsch, Wes Anderson, Van Dormael, Melville, Fellini… Artists like Rik Wouters, Spilliaert, Velazquez, Matisse, Renoir, Bill Viola, Klimt, Dufy, Hopper, Van Gogh (he had a good first name)… Photographers like Weegee, Saul Leiter, Van der Elsken, Brassai, Robert Frank, Gruyaert… Composers and musicians like Chet Baker, The Ink spots, Prince, James Brown, The Beatles, The White Stripes, Duke Ellington, Serge Gainsbourg… I love it when I’m inspired or touched by a work of art.
What do you see in your future? Direction, illustration, maybe animation, painting, acting, artistic embroidery or what else? 🙂
I have no idea what the future will bring. If you would have told me two years ago that so many people would enjoy my drawings would have said you’re crazy. So that is a very nice surprise for me. I’m developing a few films, a family film an animation project and a film noir. So hopefully I will be producing one of these in 2019. Besides that I hope to continue with the drawings and maybe make an album cover or a magazine cover that way. That would be cool. I published a book with  my drawings here in Belgium last year, and I would also like to see that published in other countries. Who knows?
The last question is one that no-one has asked you but that you would like to be asked. What is it? And thank you for your time.
That’s a difficult one. On my website, people can send me a message, but only if they answer one question and that is ‘what is your favorite dessert?’. You cannot send a message if you leave that blank. It tells a lot about people, I have found. My top three at this moment would be (in random order!), Crêpe Suzette, Zabaglione and Ile Flottante. Although Pavlova and Dame Blanche are favorites too.
Versione italiana qui

Intervista a Andrew Lyons

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Lui si chiama Andrew Lyons (ve ne avevo già parlato) ed è un illustratore inglese che si è trasferito in Francia, dopo aver studiato alla Cardiff School of Art, in Galles. Questo è il suo sito, dove trovate le sue magnifiche illustrazioni: lyonsa.com. Lavora come freelance, e tra i suoi clienti figurano marchi come Wired e Mercedes-Benz. Fa parte di un’agenzia, la Handsome Frank, che rappresenta vari artisti, tra cui Malika Favre, e di un collettivo di illustratori chiamato The Mighty Pencil. E noi gli abbiamo fatto qualche domanda.
Ciao Andrew. Penso che l’aspetto più interessante del lavoro di un artista sia il processo creativo. Quindi come prima cosa mi piacerebbe sapere come crei una nuova opera e quali strumenti usi.
Passo più tempo a pensare ad un’opera che a disegnare davvero, quindi passo il tempo semplicemente a pensarci mentre sto facendo altre cose. Poi faccio uno schizzo se ho un’idea visiva, o faccio una lista di parole. Faccio mappe mentali, collego le parole, e infine inizio a disegnare le mie idee su carta, o direttamente in Photoshop, usando una tavoletta Wacom. Una volta che ho una bozza la sistemo un po’ e poi uso Photoshop per colorare il mio lavoro. La gente spesso pensa che io lavori in vettoriale, ma è tutto fatto con Photoshop, usando lo strumento penna.
Qual è il momento più creativo della giornata (o della notte)?
Penso durante il giorno, sicuramente. Qualche volta lavoro di notte quando voglio rispettare una scadenza, ma generalmente sono troppo stanco la sera tardi per fare qualsiasi cosa che sia troppo creativa. Di notte posso continuare uno dei miei schizzi, ma è difficile disegnare qualcosa di nuovo. Direi che la mattina presto è il momento in cui ho le idee migliori, subito dopo il risveglio. Una volta o due mi sono svegliato con un’immagine completa in testa, e ho solo dovuto schizzarla su carta, immediatamente.
Forse chiederti quale sia la tua illustrazione preferita è troppo diretto e sarebbe difficile rispondere, quindi ti chiederò quale illustrazione esprime meglio te stesso e la tua arte.
Credo che la mia illustrazione preferita sia Mon Oncle [mio zio] che ho fatto l’anno scorso. Stavo illustrando uno dei miei film preferiti di Jacques Tati. Penso sia anche quella che esprime meglio ciò che voglio fare con la mia illustrazione. Non voglio deliberatamente provare ad attenermi ad uno “stile”, ma quest’opera è una sorta di “ancora” per me. Se mai mi dovessi sentire un po’ perso in quello che faccio guarderò di nuovo quest’opera e ricorderò a me stesso ciò che mi piace e non mi piace.
Quali artisti ti piacciono? Dicci qualche grosso nome che apprezzi o qualche nuovo nome che segui.
Ammiro artisti come Ben Nicholson, e anche Hergé (il creatore dei fumetti di TinTin). Anche pittori storici come Ambrogio Lorenzetti (amo i suoi colori). Ci sono anche tanti illustratori in attività che ammiro molto, come Joost Swarte e Ever Meulen. Anche molti giovani artisti che seguo su Twitter e che sono illustratori fantastici, troppi da citare!
So che ti piace TinTin e il jazz. Che altro ti è d’ispirazione?
Be’, mi piace la pittura astratta e il rilievo, o scultura murale. Anche la fotografia mi ispira, e la primissima pittura rinascimentale. Ma il semplice passeggiare in città, vedere le persone, guardare gli edifici, anche questo genere di cose può fornirmi delle idee.
Qualche link che gli amanti delle arti visive non può perdere?
Il Google Art Project (adesso Google Arts & Culture) è semplicemente… meraviglioso. Ci sono delle collezioni virtuali che puoi visitare, zoomando sulle opere. È fantastico. Io ho passato un pomeriggio online a visitare la Galleria degli Uffizi di Firenze la scorsa settimana, questo sito è davvero un’ottima idea!
Per il design contemporaneo con un tocco retrò c’è anche Grain Edit, che è molto buono. Devo citare anche The Mighty Pencil, è un collettivo di cui faccio parte, creato da Ben the Illustrator, che comprende un sacco di talentuosi illustratori che hanno una grande varietà di stili. Merita di dargli un’occhiata!
L’ultima domanda è quella che non ti hanno mai fatto ma che ti piacerebbe ti facessero. Qual è? E grazie per il tuo tempo.
Nessuno mi ha mai chiesto se mi piace il mio lavoro di illustratore o se sia una buona carriera. Devo dire che mi piace il 99% del tempo. Ci sono sempre momenti in ogni lavoro in cui può essere difficile sentirsi motivati. È anche difficile iniziare, e ci possono essere momenti in cui le cose si complicano sul lato finanziario, quindi puoi ritrovarti a chiederti come te la caverai in futuro. Non è un lavoro sicuro, il che rende complicato convincere il padrone di casa che potrai pagare l’affitto. Ma non vorrei fare nient’altro, perché sebbene possa essere piuttosto instabile finanziariamente, ho l’opportunità di lavorare con fantastici art directors e agenzie, e ogni lavoro è diverso dall’altro.
[Settembre 2013]
English Version here

Interview to Andrew Lyons

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Andrew Lyons is an english illustrator living in France and this is his website: lyonsa.com
Hi Andrew. I think the most interesting aspect of an artist’s work is the creative process. So, first of all, I would like to know how you create a new piece and what tools you use.
I spend more time thinking about a piece of work, than actually drawing, so I’ll spend time just thinking about it while I’m doing other things. Afterwards I’ll sketch if I have a visual idea, or I’ll make lists of words. I make mind maps, linking words together, and then finally I start drawing my ideas down on paper, or directly in Photoshop, using a Wacom tablet.
Once I have a sketch, I’ll tidy it up a little, and then I use Photoshop to colour my work. People often think that I work with vectors, but It’s all done with Photoshop, using the pen tool.
What is your most creative time of day (or night)?
I think daytime for sure. I work at night sometimes when want to hit a deadline on time, but I’m generally too tired late at night to do anything too creative. At night I can follow one of my sketches, but it’s difficult to draw something new. I’d say that early morning is when I have my best ideas, just after waking up. Once or twice I’ve woken with a finished picture in my head, and just had to sketch it down immediately.
Maybe asking you which is your favorite illustration is too direct and hard to answer, so I’m going to ask you which illustration best expresses yourself and your art.
I think my favourite illustration is the ‘Mon Oncle’ illustration that I did last year. I was illustrating one of my favourite films by Jaques Tati. Its also the one that best expresses what I want to do with my illustration I think. I don’t purposefully try to stick to a ‘style’ but this piece is a kind of an ‘anchor’ for me. If I ever feel a bit lost in what I’m doing I will look again at this one and remind myself of what I like and don’t like.
What artists do you like? Tell us some big names that you appreciate or some new name you follow.
I admire artists such as Ben Nicholson, and also Hergé (maker of the TinTin comics). Also painters from history such as Ambrogio Lorenzetti (I love his colours).There are also many illustrators working now that I greatly admire, such as Joost Swarte and Ever Meulen. Also many younger ones that I follow on Twitter who are amazing illustrators, too many to mention!
I know you like TinTin and jazz. What else inspires you? 
Well, I like abstract painting, and relief, or wall sculpture. Photography inspires me too, and very early Renaissance painting. But just walking around town, seeing people, looking at buildings, this kind of thing can give me ideas too.
Some website links that visual arts lovers can’t miss.
The Google Art Project (now Google Arts & Culture) is just.. amazing. There are virtual collections that you can walk around, zoom in on pieces of work. It’s just great. I spent an afternoon looking around the Galleria degli Uffizi in Florence online last week, such a great idea this website!
Also for contemporary design with a retro feel there’s Grain Edit which is consistently good. I have to mention also The Mighty Pencil, It’s a collective that I’m a part of, created by Ben the Illustrator, that features a ton of talented illustrators who all have a wide variety of styles. Well worth taking a look!
The last question is one that no-one has asked you but that you would like to be asked. What is it? And thank you for your time.
No-one has asked me if I enjoy my job as an illustrator, or if it’s a good career. I have to say that I do enjoy it 99% of the time. There are always moments in any job when it can be difficult to get motivated. Also it’s difficult to get started, and there can be times when things are difficult financially, so you can find yourself wondering how you’re going to manage in the future. It’s not a secure job, which makes it difficult convincing landlords that you can pay the rent. But, I wouldn’t want to do anything else, because although it can be fairly unstable financially, I have the opportunity to work with fantastic art directors and agencies, and every job is different.
[September 2013]
Versione Italiana qui