arte

Interview to Kelly Bastow

Kelly Bastow is an eclectic illustrator from Canada. Here is her DeviantArt profile. Are you ready for her?

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Hi Kelly, looking at your website I noticed there is no biographical info. Maybe you prefer to introduce yourself through your illustrations. But I have to ask you: tell us about you, who you are, where you live, what you do, what you like.

That’s very true! I prefer to let people get to know me through my comics.
I’m Kelly Bastow, a traditional illustrator and comic artist from Newfoundland, Canada. I love to work with ink and watercolors. I also love fast food, walking outside, crappy reality shows, horror novels, and wasting money on cute nicknacks.

How did you learn to draw? Studying art or practicing?

I’m self-taught, and have been drawing since I was a kid (like most artists). However, I spent a year at OCADU and learned some valuable lessons and techniques about painting and commercial illustration. I still have a lot to learn!

Is drawing now a job for you? Are most of your illustrations personal projects or commissioned ones?

Most of my work is super personal, but I do occasionally get commissions, and sometimes I’m lucky enough to be involved in a group show, or comic project.

How do you create a piece? Tell us how the idea starts and how you realize it. You probably love using traditional tools, but what do you think about digital art?

I draw pictures about my memories and experiences. Something funny that happened, or maybe an insecurity I have. It feels good to get everything out on paper. I also like to tell stories in my art, about romance or adventure, or something creepy. In the future I’d like to use Photoshop to enhance my ink drawings. I really admire digital artists, they can make some amazing looking pieces. But I’ll always be a traditional artist at heart.

What inspires your illustrations and what influences you drawing style? Maybe some books you read or some artists you love?

I’ve always liked autobiographical comic artists. Joe Matt, Chester Brown, Liz Prince, Craig Thompson, Jeffrey Brown and Jess Fink are some of my favorites.

What do you want to express with your illustrations? Do you want to communicate something to your viewer or drawing is simply a personal need?

Most of my work is pretty selfish, I draw it to get something off my chest, but it makes me feel closer to my tumblr followers, especially when they relate to my work. I also like to spread motivational messages sometimes. We could all use more of that!

Where do your characters come from? There is a reason you often draw little girls?

I usually draw stuff aimed towards women and girls. Stuff they can relate to. Also I just prefer to draw them over men. (Cute outfits!)

Some of your illustrations have a poetic and almost fairy atmosphere at first sight, but when you look closely you find a dramatic power and sometimes even a horror twist. So unexpectedly you feel the sadness, the pain and the fears of the character. This is my impression, am I wrong?

I like to draw playful or romantic things, but show something dark underneath. Some kind of turmoil or danger. I like to draw someone in peril, or having some internal struggle. I’m just a mope.

Your black and white illustrations seem to have a perfect balance between dark and light areas. In some images it seems you don’t want one colour to overcome the other one.

Thank you! I try to make my images appealing to look at, I’m a stickler for balance and harmony, I hate when things look out of place or unfinished, it drives me nuts. I love the stark contrast of black and white images, but I like to make them flow nicely, or have a bit of a pattern.

What do you think about web and social networks? Are they a good opportunity for artists to share their works?

Of course! Tumblr and Deviantart have really helped me show my work to others, and keep up with my favorite artists as well.

The last question is one that no-one has asked you but that you would like to be asked. What is it? And thank you for your time.

Thanks for the questions!
Um… What’s your favorite Youtube video? The answer is this: http://www.youtube.com/watch?v=3RSCSw_VwIs.

December 2013

Intervista a Kurt Moses

Vi presento Kurt e Edwige Moses, gli autori dell’affascinante progetto Un petit monde, di cui abbiamo già parlato tempo fa.

Ciao Kurt, ciao Edwige. Voi descrivete il vostro progetto dicendo che “fotografate personaggi in miniatura in un ambiente reale”. Detto così sembra semplice, ma probabilmente è più complicato di quanto immaginiamo. Quanto è lunga ad esempio la fase preparatoria? Kurt, ho letto sul vostro sito che comprate i personaggi principalmente nei negozi di hobbistica e poi, qualche volta, tu li modifichi.

Ogni scatto varia. Ci sono alcune locations che ho in mente che richiedono elementi scenici. Per esempio la creazione del vecchio molo di legno che ho usato nella serie North Shore mi è costata diverse ore. Poi, quando siamo arrivati a destinazione, lungo il lago Superior, ho setacciato il luogo per circa 20 minuti prima di decidere la location dove scattare. Una volta che ho piazzato il molo e il personaggio vicino alla pozza d’acqua, ci sono voluti circa 20 minuti di scatti per avere una foto di cui fossi soddisfatto. Se includiamo anche il tempo che ci è voluto per arrivare sul posto, potremmo dire che abbiamo impiegato più di 7 ore solo per fare quella foto!
Non tutti gli scatti richiedono la costruzione di elementi scenici. Ci sono scene che nascono molto velocemente, e quando accade ci possono volere solo 20 minuti per avere una bella fotografia. Per quanto riguarda il modificare i personaggi certe volte ne cambio l’aspetto (taglio braccia, gambe, ri-incollo e ridipingo) per adattarli alla scena che ho immaginato.

Per scattare le tue foto usi una lente fisheye e la luce naturale. Dicci qualcosa di più sul processo creativo e sulla tua attrezzatura.

Come fotografo sono sempre alla ricerca della luce migliore. Ma nel vero spirito del fotogiornalismo devo fare i conti con le condizioni che troviamo quando arriviamo sul posto, qualunque esse siano. Il corpo macchina che uso è una Nikon D7000. Uso questa fotocamera perché ha la modalità Live View e il corpo è abbastanza piccolo. Non guardo più nel mirino della fotocamera, uso il Live View e metto a fuoco manualmente. Di solito devo avvicinarmi a terra il più possibile per avere la prospettiva adatta, il che può essere molto difficile, a seconda del terreno.

Di solito pianifichi le tue uscite fotografiche o esci sempre di casa, nella vita di tutti i giorni, con la tua fotocamera e qualche piccolo personaggio in tasca, da tirar fuori in caso di ispirazione improvvisa? Forse entrambe le cose possono accedere?

Di certo adoriamo pianificare dei viaggi per fotografare i personaggi! Ma sì, a volte porto con me una manciata di personaggi e la fotocamera quando siamo fuori per fare qualche commissione in città. Cerco di trarre vantaggio da delle situazioni particolari come cieli scenografici ed eventi speciali come gare di ciclismo, fiere e altre cose in cui possiamo imbatterci. Mi ritrovo a comporre degli scatti anche quando non ho la fotocamera e i personaggi con me!

Penso che un bravo fotografo riesca a raccontare una storia con un’immagine. È questo lo scopo delle tue opere, lasciare che lo spettatore immagini la storia che tu hai fermato in un singolo scatto?

Mi piace che la mia opera non racconti tutta la storia. Con la mia fotografia io inizio una trama e permetto allo spettatore di immaginare le proprie conclusioni. In definitiva voglio che il mio lavoro evochi emozioni positive nelle persone.

Molte fotografie mostrano un bellissimo paesaggio, perché le avete scattate mentre eravate in viaggio, per esempio nel sudovest degli Stati Uniti o alle Hawaii. Qual è la vostra prossima meta?

Edwige ed io amiamo il sudovest degli Stati Uniti e stiamo pianificando di ritornarci la prossima primavera. Stiamo pianificando di andare in Florida questo inverno e speriamo di visitare l’Europa. Adesso ci sono degli entusiasmanti cambiamenti che stanno avvenendo nelle nostre vite. L’anno prossimo potremmo viaggiare più di quanto abbiamo fatto negli anni passati, da quando abbiamo iniziato questo progetto.

L’ultima domanda è quella che non vi hanno mai fatto ma che vi piacerebbe vi facessero. Qual è? E grazie per il vostro tempo.

Be’, non mi hanno mai chiesto se è facile o no. La risposta è che ottenere un buono scatto è molto impegnativo. La lente fisheye fa in modo che tutto sembri più lontano di quello che realmente è e distorce quasi ogni cosa. Quindi devo trovare l’esatto angolo e l’esatta distanza da un oggetto senza che ci sia troppa distorsione. Ci sono così tante cose che possono diventare degli ostacoli nel cercare una buona fotografia: vento, calore, freddo, poca luce, troppa luce, automobili (quando scatto per strada), pioggia… e la lista si allunga. Ma io amo la sfida!

Ottobre 2013

English version here.

Interview to Kurt Moses

The american photographer Kurt Moses and his french wife Edwige brought to life this wonderful project some years ago. It’s called Un petit monde and we already know it… à vous de le découvrir!

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Hi Kurt, hi Edwige. You describe your project saying that you “photograph miniature figures in a real world environment”. It sounds simple, but It’s probably more complicated than we can imagine. How long is for example the preparatory phase? Kurt, I read on your website that you buy mini figures mainly in hobby shops and sometimes you modify them.

Every shoot will vary. There are some locations I have in mind that will require a prop. For example, the old wooden dock I used in the North Shore series took me several hours to create. Then, when we arrived at our destination along Lake Superior, I scouted for about 20 minutes before deciding upon the location to shoot. Once I placed the dock and miniature figure near the puddle of water, it took me about 20 minutes of shooting to get a photo I was happy with. If you include the time it took us to travel to this location, you could say we have over 7 hours invested in just that one photograph!
Not every photo shoot requires me to build a prop. Some scenes come together very quickly and when they do, they might take only about 20 minutes to get a nice photograph. As for manipulating the miniature figures, on occasion I’ll reconfigure (cut arms, legs, re-glue and re-paint) them to fit a scene I have envisioned.

To take your photos you use a fisheye lens and natural light. Tell us something more about the creative process and about your equipment.

As a photographer, I am always looking for the best light. But in the true spirit of photojournalism, I deal with whatever the conditions are when we arrive at the location. The camera body I use is a Nikon D7000. I use this camera because it has “Live View” capability and the body is somewhat small. I no longer look through the viewfinder of the camera, I use the Live View mode and manually focus on the miniatures. Generally, I’ll need to get as low to the ground as possible to get the proper perspective, which can be very difficult depending on the terrain.

Usually do you plan your photography tours or do you always go out, in your everyday life, with your camera and some mini figures in your pocket, to use in case of sudden inspiration? Maybe both things can happen?

Of course we love to plan road trips to photograph the miniatures! But yes, on occasion I will take a small handful of figures and the camera with me when we are out running errands around town. I try to take advantage of unique situations like dramatic skies and special events like bicycle races, fairs and other things that we might happen upon. I find myself composing shots even when I don’t have the camera or figures with me!

I think a good photographer can tell a story with a picture. Is this the aim of your works, to let your viewer imagine the story that you stopped in a single shoot?

I like that my work doesn’t tell the complete story. With my photography, I initiate a storyline and allow the viewer to dream up their own conclusions. Ultimately, I want my work to evoke a positive emotion in people.

Many photos show a wonderful landscape, because you shot them while travelling, for example in Southwastern U.S. or in Hawaii. What is your next destination?

Edwige and I really like the Southwestern U.S. and plan to go back there next spring. We are planning to be in Florida this winter and hope to visit Europe. There are some exciting changes happening in our lives right now. We may be doing more traveling next year than any previous year since we started this project.

The last question is one that no-one has asked you but that you would like to be asked. What is it? And thank you for your time.

Well, I never get asked if it is easy or not. The answer is that it is very challenging to get a great shot. The fisheye lens makes everything appear further away than it really is and distorts almost everything. So I need to find just the right angle and distance from an object without too much distortion occurring. There are so many things that can become obstacles in my pursuit of a great photograph: wind, heat, cold, too little light, too much light, cars (when I shoot in the street) and rain… the list goes on. But, I really love the challenge!

October 2013

Versione italiana qui.

Il nuovo Spider-Man di Sara Pichelli

Quando senti al tg che è uscito il nuovo film di Spider-Man targato Marvel e senti nominare un’illustratrice italiana quasi non ti pare vero. Lei è Sara Pichelli e ha disegnato il personaggio di Miles Morales di Spider-Man, Un nuovo universo, davvero tanta roba! Ecco il suo Instagram.

Intervista a Henrietta Harris

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Lei è neozelandese e si chiama Henrietta Harris. È un’illustratrice, laureata in Belle Arti. Fate un giro sul suo sito e date un’occhiata ai suoi surreali acquarelli prima di leggere le risposte alle domande che le abbiamo fatto.

Ciao Henrietta. Dicci di te, chi sei, cosa ti piace, cosa fai e qualunque altra cosa tu voglia dirci per presentarti.
Vivo ad Auckland, in Nuova Zelanda, e disegno e dipingo tutto il giorno tutti i giorni.

Ho letto sul tuo sito web: “Henrietta ha sviluppato lo stile senza tempo che può essere ottenuto solo avendo occasionalmente intinto un pennello nel caffè di qualcuno, accidentalmente”. Puoi dirci qualcosa di più riguardo il tuo stile?
Mi piace pensare che non seguo le tendenze, è difficile dirlo non potendo osservare il mio lavoro da una prospettiva esterna ma semplicemente esploro il ritratto e la figura umana costantemente attraverso il disegno e la pittura ad acquarello.

Che strumenti usi nel tuo lavoro? Siamo nell’era digitale ma la tua arte ha un aspetto tradizionale, e credo che questa sia una tua qualità.
Matita e acquarello, ecco tutto.

La domanda più classica per un artista: dove trovi l’ispirazione?
In così tanti posti che ho smesso di ricordarmeli.

Perché hai scelto di dipingere i volti nel modo in cui hai fatto per esempio in Crazy, Polo o Flee? E in M Theory abbiamo addirittura due versioni dello stesso ritratto. Cosa volevi comunicare?
Una sensazione di discongiungimento, uno stato di sogno, uno strappo nel tempo.

Perché e come sei diventata un’illustratrice? Ami disegnare principalmente per te, perché senti il bisogno di esprimerti, o per il tuo pubblico, perché vuoi raccontare allo spettatore una storia con ogni nuova opera? Forse entrambi?
Be’, all’inizio era solo per me, l’avrei fatto tutti i giorni indipendentemente dall’avere un pubblico o meno, ma internet ha aperto così tante porte per portare il mio lavoro là fuori, così mi sono ritrovata ad aver voglia di condividere le cose non appena erano finite. Sono un’artista perché non saprei cosa altro potrei fare, è praticamente tutto ciò a cui penso.

Che consiglio daresti ad un giovane artista che vorrebbe migliorare le sue abilità e iniziare a lavorare come illustratore?
Si tratta solo di mettersi al lavoro. Non guardare agli altri artisti e illustratori troppo da vicino, scopri le cose da solo, trova ciò che ti influenza cercando più lontano. I tuoi primi lavori non saranno come li vorresti, i miei certamente non lo erano, ma lentamente prenderanno vita. Continua a disegnare!

Giugno 2014

Interview to Henrietta Harris

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Henrietta Harris is an illustrator from New Zealand who loves surreal portraits. Have a look at her website.

Hi Henrietta. Tell us about you, who you are, what you like, what you do and everything you want to say to introduce yourself.
I live in Auckland, New Zealand and draw and paint all day every day.

I read on your website: “Henrietta has developed the timeless style that can only be achieved by having occasionally dipped one’s paintbrush accidentally in one’s coffee”. Can you tell us more about your style?
I like to think I don’t follow trends, it’s hard to tell not looking at my work from an outside perspective but I’m just constantly exploring portraiture and figure through drawing and watercolour painting.

What tools do you use to work? We are in the digital era but your art looks traditional. And I think this is your quality.
Pencil watercolour paint, that’s about it.

The most classic question for an artist: where do you find your inspiration?
So many places I stop remembering.

Why did you choose to paint faces the way you did for example in Crazy, Polo or Flee? And in M Theory we have even two version of the same portrait. What did you want to communicate?
A feeling of disjointed-ness, a dreamlike state, a glitch in time.

Why and how did you become an illustrator? Do you love to draw mainly for you, because you need to express yourself, or for your audience, because you want to tell your viewer a story with every new piece? Maybe both?
Well originally it was just for me, I’d be doing this every day regardless of having an audience or not, but the internet has opened up so many doors for getting my work out there so I find myself itching to share things as soon as they’re finished. I’m an artist because I don’t know what else I’d possibly do, it’s pretty much all I think about.

What kind of advice would you give to a young artist who want to improve his/her skills and want to begin to work as an illustrator?
It’s simply a matter of putting the work in. Don’t look at other artists and illustrators too closely, discover things for yourself, find influence further afield. Your early work won’t be what you want, mine certainly wasn’t, but it’ll slowly come to life. Just keep drawing!

June 2014