Autore: Gogan7

Buona Festa della Donna da Durex

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Come può un marchio di articoli per il benessere sessuale come Durex augurare alle donne buon 8 marzo sui social (su Instagram) in maniera simpatica? Beh, lo vedete qui sopra come!
Qui sotto invece un dettaglio del bellissimo doodle di Google (che trovate qui) per questa giornata, che raccoglie 13 frasi di grandi donne di tutto il mondo, meravigliosamente illustrate.

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La 10 years challenge del pianeta

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Questo sì che è un buon motivo per partecipare alla 10 years challenge: fare un confronto sulla salute del pianeta a distanza di una decade, per aumentare la consapevolezza del male che ci stiamo facendo.
Date un’occhiata a questa gallery: le fotografie non sempre risalgono al 2009 ma poco importa, il messaggio è comunque molto chiaro. Significativo anche il paragone relativo alle città medio-orientali prima e dopo la distruzione portata dalla guerra. Qui sopra invece trovate l’immagine postata su Instagram da National Geographic, che lascia piuttosto spazio alla speranza di un fututo senza inquinamento.

Come sfruttare l’uovo di Instagram

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Nell’era dei social accade anche questo: che la foto di un uovo (sul profilo World Record Egg) diventi il post con più like su Instagram (parliamo di 48 milioni di cuoricini), battendo il precedente record di Kylie Jenner. E che furbescamente molti brand ne approfittino per far parlare di sé.
Tra gli esempi da citare c’è prima di tutti Esselunga, con l’uovo in camicia! A seguire: Tarte Cosmetics, che propone una crema per le macchie della pelle; lo scrittore George R. R. Martin, autore di A Game of Thrones, che di uova sembra intendersene; l’associazione no profit Red, secondo cui se un uovo è riuscito ad avere questo successo tutto è possibile, anche la sconfitta dell’AIDS; Miley Cyrus, che in un tweet ha cambiato il titolo del suo singolo da Nothing breaks like a heart a Nothing breaks like an egg; il cane Doug The Pug, che non riesce a capacitarsi. Il marchio Uber Eats India poi è riuscito ad unire gli hashtag #worldrecordegg e #10yearschallenge, chapeau!

Il nuovo Spider-Man di Sara Pichelli

Quando senti al tg che è uscito il nuovo film di Spider-Man targato Marvel e senti nominare un’illustratrice italiana quasi non ti pare vero. Lei è Sara Pichelli e ha disegnato il personaggio di Miles Morales di Spider-Man, Un nuovo universo, davvero tanta roba! Ecco il suo Instagram.

Lo spot Apple per il Natale 2018

Avete mai fatto qualcosa di magnifico essendo poi troppo spaventati per condividerlo? Il lungo spot animato, già virale, con cui Apple ci augura buon Natale parla proprio di questo. Si intitola Share Your Gifts e ha in sottofondo la bellissima canzone Come out and play, di Billie Eilish.

Le parole più cercate del 2018 su Google

Ecco le parole più cercate su Google nel 2018, accompagnate dal solito video Year In Search 2018. Al primo posto nel mondo troviamo la World Cup, seguita dal dj Avicii, dal rapper Mac Miller, dal fumettista Stan Lee e dal film Black Panther. In Italia invece la classifica recita: Mondiali, Sergio Marchionne, Cristiano Ronaldo, Fabrizio Frizzi e Grande Fratello. Potete sfogliare tutte le classifiche, tra cui “Cosa significa…”, “Come fare…” e “Perché”…, a questo link. Qui invece l’articolo con i termini del 2017.

Lo spot di Greenpeace vietato nel Regno Unito

Accade anche questo: che uno spot animato, con la voce di Noemi (e di Emma Thompson nella versione originale,) contro la deforestazione causata dal commercio delle palme da olio, venga censurato.
Eh sì, perché a quanto pare nel Regno Unito il video che vedete è stato bloccato perché ritenuto “politico”, dopo che la catena di supermercati Iceland aveva deciso di prenderlo in prestito da Greenpeace per proporlo come sua pubblicità natalizia.

Gli scherzetti dei brand per Halloween 2018

Le migliori sorprese di Halloween 2018 da parte dei brand? Il doodle giocabile di Google, l’invito di Dunkin’ Donuts a vestirsi a tema ciambelle per vincere 1000 dollari e una fornitura di caffè per un anno, i terrificanti filtri per Snapchat di Fanta e la sua collezione di lattine in edizione limitata by Noma Bar, la nuova linea di prodotti Lush appositamente creata per l’occasione, lo spot di M&M’s in cui Red e Yellow si dicono felici di non essere stati mangiati, la lettura dei tarocchi su Snapchat e l’esperienza in realtà aumentata di Jägermeister, il panino verde di Burger King, lo spot di Dior con Bella Hadid. Ecco un paio di carrellate da spulciare: uno e due.

Fonte

Intervista a Henrietta Harris

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Lei è neozelandese e si chiama Henrietta Harris. È un’illustratrice, laureata in Belle Arti. Fate un giro sul suo sito e date un’occhiata ai suoi surreali acquarelli prima di leggere le risposte alle domande che le abbiamo fatto.

Ciao Henrietta. Dicci di te, chi sei, cosa ti piace, cosa fai e qualunque altra cosa tu voglia dirci per presentarti.
Vivo ad Auckland, in Nuova Zelanda, e disegno e dipingo tutto il giorno tutti i giorni.

Ho letto sul tuo sito web: “Henrietta ha sviluppato lo stile senza tempo che può essere ottenuto solo avendo occasionalmente intinto un pennello nel caffè di qualcuno, accidentalmente”. Puoi dirci qualcosa di più riguardo il tuo stile?
Mi piace pensare che non seguo le tendenze, è difficile dirlo non potendo osservare il mio lavoro da una prospettiva esterna ma semplicemente esploro il ritratto e la figura umana costantemente attraverso il disegno e la pittura ad acquarello.

Che strumenti usi nel tuo lavoro? Siamo nell’era digitale ma la tua arte ha un aspetto tradizionale, e credo che questa sia una tua qualità.
Matita e acquarello, ecco tutto.

La domanda più classica per un artista: dove trovi l’ispirazione?
In così tanti posti che ho smesso di ricordarmeli.

Perché hai scelto di dipingere i volti nel modo in cui hai fatto per esempio in Crazy, Polo o Flee? E in M Theory abbiamo addirittura due versioni dello stesso ritratto. Cosa volevi comunicare?
Una sensazione di discongiungimento, uno stato di sogno, uno strappo nel tempo.

Perché e come sei diventata un’illustratrice? Ami disegnare principalmente per te, perché senti il bisogno di esprimerti, o per il tuo pubblico, perché vuoi raccontare allo spettatore una storia con ogni nuova opera? Forse entrambi?
Be’, all’inizio era solo per me, l’avrei fatto tutti i giorni indipendentemente dall’avere un pubblico o meno, ma internet ha aperto così tante porte per portare il mio lavoro là fuori, così mi sono ritrovata ad aver voglia di condividere le cose non appena erano finite. Sono un’artista perché non saprei cosa altro potrei fare, è praticamente tutto ciò a cui penso.

Che consiglio daresti ad un giovane artista che vorrebbe migliorare le sue abilità e iniziare a lavorare come illustratore?
Si tratta solo di mettersi al lavoro. Non guardare agli altri artisti e illustratori troppo da vicino, scopri le cose da solo, trova ciò che ti influenza cercando più lontano. I tuoi primi lavori non saranno come li vorresti, i miei certamente non lo erano, ma lentamente prenderanno vita. Continua a disegnare!

Giugno 2014