Intervista a Cris Wicks

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Cris Wicks è un poliedrico artista di Los Angeles, amante della sperimentazione e di innumerevoli tecniche illustrative diverse. Ecco il suo Behance e il suo Vimeo.

Ciao Cris, non sappiamo quasi nulla di te, dicci chi sei, cosa ti piace e qualunque cosa tu voglia farci sapere.
Onestamente non so davvero cosa dire su di me, per me è facile parlare di arte e di creazione ma non sono sicuro di cosa vorrei dire su me stesso.

Adoro i tuoi ritratti tipografici. Raccontaci come li hai creati.
Inizio i ritratti tipografici selezionando una foto da cui partire, poi con la foto in mente compilo le citazioni che mi piacerebbe usare nel ritratto. Se voglio usare uno sfondo fatto col collage cerco e raccolgo vecchi articoli di quotidiani e altri memorabilia cartacei riguardo quella persona. Poi è il momento di iniziare il ritratto. Prima stendo lo sfondo incollando un sacco di memorabilia di carta sulla tela, poi usando pitture acriliche e vernici spray chiazzo e dipingo la carta dei colori desiderati. Per iniziare il volto mi piace dipingere una solida silhouette sopra lo sfondo e poi disegnarci grosso modo i caratteri con la matita. Una volta che i caratteri sono disegnati inizio a dipingere le lettere usando la foto come guida per dare una forma. Lavoro dalle ombre alle luci fino a che il volto emerge completamente. Da qui uso una spatola e gratto gli acrilici per formare i vestiti o i capelli. Alla fine quando il ritratto è fatto verso una finitura di spessa resina epossidica sopra l’intera tela per dare all’opera un aspetto racchiuso, solido, vitreo.

Pittura, collage, spray, stencil, matita e penna su carta, incisione su linoleum, serigrafia e un pizzico di arte digitale: usi un sacco di tecniche differenti. Quale preferisci?
Mi piacciono tutti i mezzi! Non ho nessuna grossa preferenza o uno che mi diverte più degli altri. Mi diverto a sperimentare e imparare nuove tecniche e mi annoierei se ne usassi solo una per troppo tempo. Quindi provo sempre qualcosa di nuovo e combino e mescolo costantemente vari metodi solo per vedere il risultato. La mia mente è alla costante ricerca di nuove tecniche e materiali con cui creare.

Hai dipinto Jimi Hendrix, Bob Marley, Tupac Shakur, John Lennon. Quindi ti piace la musica?
Amo la musica, penso che tutti la amino. Ho trovato molta ispirazione per la vita e l’arte nella musica. Attraverso la musica le parole e i pensieri di una persona guadagnano la loro stessa esistenza, spesso trascendono anche la morte della forma fisica della persona e vivono echeggiando attraverso le future generazioni. La musica è un’incredibile comunicatrice.

I tuoi lavori sono per la maggior parte progetti personali o commissionati? Quale delle due cose preferisci e cosa fai quando non riesci a trovare l’ispirazione?
Passo più tempo a sperimentare con i miei progetti. Faccio pratica e provo nuove idee quotidianamente. Creo tonnellate di lavoro, la maggior parte del quale è abbozzato e sperimentale e finisce per essere ridipinto, messo via da qualche parte, o semplicemente scartato. Faccio anche un sacco di progetti commissionati ma c’è definitivamente più costrizione quando realizzi la visione di qualcun altro. Mi piace creare senza sapere quale sarà il risultato finale, mi diverte vedere un dipinto evolversi liberamente mentre vado avanti. Quando faccio un lavoro commissionato perdo molta di questa libertà e tutto deve essere più controllato e pensato.
Quando non riesco a trovare l’ispirazione leggo, ascolto musica, passeggio per la città, discuto con gli amici, qualunque cosa che nutra la mente. Cerco di esporre me stesso a un sacco di nuove idee e riesanimo le vecchie idee. Faccio girare la mente e faccio in modo che crei nuove connessioni e così spero che l’ispirazione arrivi.

Dicci qualcosa che non sappiamo riguardo la tua arte.
Quasi tutti i dipinti che vedete hanno probabilmente tra i 2 e i 10 altri dipinti sotto di essi. Mi piace il processo creativo dell’arte, il risultato finale non mi interessa molto. Così se sono le 3 del mattino e voglio dipingere qualcosa e in quel momento non ho tele bianche semplicemente tolgo un’opera dal muro e ci dipingo sopra.

Ti capita di sentirti insoddisfatto del lavoro finale? In quel caso cosa fai?
Penso sempre che posso fare meglio ma non mi sento scoraggiato o turbato se non ottengo il risultato che desideravo. Ho insegnato a me stesso come creare sul piano visivo quindi sono abituato a provare un’idea o una tecnica e scombinare tutto. Sfido me stesso a compiere quello che penso di non poter fare e solitamente inciampo lungo la strada. Prendo ogni opera come un’esperienza per imparare. Sono tutti solo esperimenti. Il tempo non è mai sprecato perché tutto mi insegna qualcosa e mi rende migliore. Solitamente scombino tutto quando scopro qualcosa di completamente nuovo. Spesso trovo nuove idee e ispirazione nei miei errori.

L’ultima domanda è quella che non ti hanno mai fatto che vorresti ti facessero. Qual è? E grazie per il tuo tempo.
Mi piacerebbe che qualcuno mi chiedesse di accompagnarlo in un viaggio sulla luna, andata e ritorno. So che probabilmente non è quello che intendevi ma è stata la prima cosa che mi è venuta in mente.

Febbraio 2014

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