Intervista a Daniel Lieske

L’illustratore tedesco Daniel Lieske ha iniziato la sua carriera artistica molto presto, vendendo i suoi primi fumetti nel cortile della scuola, come lui stesso scrive sul suo sito. Da bambino amava giocare nei boschi e arrampicarsi sugli alberi, ed è cresciuto con Star Wars, i Muppets, Indiana Jones e i Goonies. E tutto questo ha in qualche modo influenzato la sua visione del mondo e di conseguenza il suo modo di disegnare. Lavoro che, tra l’altro, svolge completamente in digitale.

Ciao Daniel. Parlaci di te, dicci qualcosa che non abbiamo letto nella tua biografia, qualcosa che potrebbe aver influenzato la tua arte: cosa ti piace, che musica ascolti, che libri leggi, e così via.
Be’, immagino che si possa dire in generale che mi piacciono le opere artistiche – dipinti, musica, film, libri – che abbiano un’anima impressionista. Amo i film di Ridley Scott per come gioca con la luce e ascolto un sacco di musica classica, specialmente Debussy, Ravel e Vaughan Williams. Leggo H.P. Lovecraft e tra i miei pittori preferiti ci sono Frank Frazetta, John Berkey e Alphonse Mucha. Penso che tutti questi artisti abbiano trovato un modo per far sì che il pubblico possa avere un’impressione della loro visione del mondo. E queste visioni non sono mai precise, sono sempre velate da ombre o luci accecanti, sommerse da un velo di fumo e foschia e conservano sempre una valenza di mistero. Io stesso cerco queste qualità ed è molto dura trovare il giusto equilibrio.

Dicci della tua formazione artistica. Dove hai studiato? Pensi che si possa imparare di più dallo studio o dalla pratica?
Non ho una formazione. Ho imparato tutto sperimentando e semplicemente facendo. Disegno da quando ero bambino e ho costantemente cercato di migliorare. Disegnare è il cuore di qualunque arte visiva e se sai disegnare puoi fare qualsiasi altra cosa. Sono sempre stato affascinato anche dai computer e dalle cose che si possono fare con essi. Ho iniziato con i primissimi programmi di grafica che apparivano su computer come l’Atari ST o il Commodore Amiga e ho seguito lo sviluppo da allora. Se inizi con la computer grafica oggi vieni sopraffatto dalle possibilità. Aiuta molto aver assistito all’evoluzione di tutte le tecniche. D’altra parte potrebbe essere d’aiuto non sapere da dove le cose provengono. Ti eviterebbe di ragionare secondo categorie antiquate.

C’è qualcosa che ancora non hai fatto e che ti piacerebbe fare?
Attualmente sto facendo quello che più voglio fare. Ma questo non vuol dire che non mi piacerebbe provare anche altre cose. Se non mi occupassi di arte visiva probabilmente comporrei musica. È il mio secondo grande interesse.

Nel secondo capitolo della tua Wormworld Saga il narratore dice: “Spesso rifletto su quel mistero che è l’arte. Ho passato una vita a disegnare, ma non credo di aver mai esattamente capito come funziona.”. È una riflessione autobiografica? Pensi che l’arte sia enigmatica, anche per un artista?
L’arte è una cosa contorta, perché la mia sensazione è che più ne apprendi e meno sai. È questo che tentavo di esprimere con le righe che hai citato. Non sarò mai più un bravo artista come lo ero quando ero bambino perché allora creavo tutto senza alcun obiettivo in mente. Forse i miei disegni non erano belli ma prendevano vita facilmente. Da adulto non puoi combattere l’impulso di dare un significato a qualunque cosa. Io sono pedante e molto analitico. Cerco di comprendere il mondo con la logica e questo a volte mi rende la vita difficile quando sto lavorando con i colori e le composizioni. Devo ammettere che il mio lavoro migliore viene fuori quando la mia coscienza viene zittita. Spesso arrivo ad un punto in cui vedo il risultato di una sessione di pittura e non riesco a spiegarmi come sia nato. Questo a volte può farmi impazzire.

Ti succede di non avere ispirazione? Se sì, che cosa fai?
Mi succede spesso di avere poca ispirazione per fare il lavoro che si SUPPONE io debba fare in un preciso momento. In passato provavo a superare questi stalli creativi con risultati molto mediocri. Negli anni ho imparato che l’ispirazione viene a mancare se non conosco abbastanza il soggetto. Per esempio se devo scrivere un dialogo tra due personaggi e non mi sento ispirato a scriverlo mi concentro sui personaggi e cerco di definirli meglio. E allora la creatività spesso ritorna e creo tutti questi dettagli riguardo i personaggi e in questo modo riesco a conoscerli meglio. E normalmente quando mi avvicino molto ai personaggi trovo la spinta per scrivere il dialogo che non ero in grado di scrivere prima. Il blocco creativo spesso è un segnale che qualcosa si è messo sul tuo percorso. Spostarsi e trovare un’altra strada è la mia strategia.

Leggi i fumetti? Quali fumettisti ti piacciono?
Non leggo molti fumetti. Da bambino leggevo “Asterix” e quand’ero teenager “Akira”. Mi piace anche leggere “Hellboy” ma solo i volumi illustrati dallo stesso Mignola. Il suo linguaggio visivo è secondo me la parte più forte del suo lavoro e il suo modo di scrivere non funziona così bene con altri illustratori. A parte questo non leggo molti fumetti.

Usi mai gli strumenti tradizionali come carta, pittura e pennelli?
Di tanto in tanto disegno a matita su carta a qualche incontro o per creare opere autentiche destinate alla vendita. Ma per quanto riguarda i lavori che pubblico preferisco lavorare in digitale, perché questo mi dà molte possibilità e mi fa risparmiare un sacco di tempo.

Raccontaci come crei ogni nuovo capitolo della tua graphic novel Wormworls. Scrivi una sceneggiatura, o un copione, prima? Ho detto “copione” perché penso che il tuo lavoro abbia un approccio cinematografico, sbaglio?
Normalmente non scrivo il capitolo sotto forma di testo. Creo una sorta di storyboard nella quale inserisco i testi. Lo storytelling, il raccontare una storia, è una cosa molto visiva per me e semplicemente non riesco a separare i visuals dal testo. Edito i testi dentro la storyboard, spesso cambiando, aggiungendo o rimuovendo vignette, e se tutto funziona inizio a illustrare le varie vignette.

Quante persone collaborano alla creazione di Wormworld Saga? Quanto serve ad esempio per creare un singolo capitolo?
Io scrivo e illustro la versione tedesca della storia. Poi ci sono due persone che mi aiutano con la traduzione inglese, due persone che lavorano alla traduzione spagnola, mentre la traduzione francese è curata da un amico. Ci vogliono circa 4 mesi per completare un capitolo di Wormworld Saga. Non appena viene pubblicata un crescente gruppo di fans da tutto il mondo lavora alle altre traduzioni. E c’è un assistente volontario al layout che aiuta a sistemare il layout di queste traduzioni.

L’ultima domanda è quella che non ti hanno mai fatto ma che ti piacerebbe ti facessero. Qual è? E grazie per il tuo tempo.
Questa è molto difficile. In generale credo che mi piacerebbe parlare di più della vera storia di Wormworld Saga. Ad ogni modo capisco che la storia non si è ancora sviluppata abbastanza per giustificare una discussione approfondita. Ma questo fa parte delle mie motivazioni. Voglio davvero finire la mia storia così che le persone potranno parlarne. Non vedo l’ora!

Ottobre 2013

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