Il nuovo Spider-Man di Sara Pichelli

Quando senti al tg che è uscito il nuovo film di Spider-Man targato Marvel e senti nominare un’illustratrice italiana quasi non ti pare vero. Lei è Sara Pichelli e ha disegnato il personaggio di Miles Morales di Spider-Man, Un nuovo universo, davvero tanta roba! Ecco il suo Instagram.

Lo spot Apple per il Natale 2018

Avete mai fatto qualcosa di magnifico essendo poi troppo spaventati per condividerlo? Il lungo spot animato, già virale, con cui Apple ci augura buon Natale parla proprio di questo. Si intitola Share Your Gifts e ha in sottofondo la bellissima canzone Come out and play, di Billie Eilish.

Le parole più cercate del 2018 su Google

Ecco le parole più cercate su Google nel 2018, accompagnate dal solito video Year In Search 2018. Al primo posto nel mondo troviamo la World Cup, seguita dal dj Avicii, dal rapper Mac Miller, dal fumettista Stan Lee e dal film Black Panther. In Italia invece la classifica recita: Mondiali, Sergio Marchionne, Cristiano Ronaldo, Fabrizio Frizzi e Grande Fratello. Potete sfogliare tutte le classifiche, tra cui “Cosa significa…”, “Come fare…” e “Perché”…, a questo link. Qui invece l’articolo con i termini del 2017.

Lo spot di Greenpeace vietato nel Regno Unito

Accade anche questo: che uno spot animato, con la voce di Noemi (e di Emma Thompson nella versione originale,) contro la deforestazione causata dal commercio delle palme da olio, venga censurato.
Eh sì, perché a quanto pare nel Regno Unito il video che vedete è stato bloccato perché ritenuto “politico”, dopo che la catena di supermercati Iceland aveva deciso di prenderlo in prestito da Greenpeace per proporlo come sua pubblicità natalizia.

Gli scherzetti dei brand per Halloween 2018

Le migliori sorprese di Halloween 2018 da parte dei brand? Il doodle giocabile di Google, l’invito di Dunkin’ Donuts a vestirsi a tema ciambelle per vincere 1000 dollari e una fornitura di caffè per un anno, i terrificanti filtri per Snapchat di Fanta e la sua collezione di lattine in edizione limitata by Noma Bar, la nuova linea di prodotti Lush appositamente creata per l’occasione, lo spot di M&M’s in cui Red e Yellow si dicono felici di non essere stati mangiati, la lettura dei tarocchi su Snapchat e l’esperienza in realtà aumentata di Jägermeister, il panino verde di Burger King, lo spot di Dior con Bella Hadid. Ecco un paio di carrellate da spulciare: uno e due.

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Intervista a Henrietta Harris

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Lei è neozelandese e si chiama Henrietta Harris. È un’illustratrice, laureata in Belle Arti. Fate un giro sul suo sito e date un’occhiata ai suoi surreali acquarelli prima di leggere le risposte alle domande che le abbiamo fatto.

Ciao Henrietta. Dicci di te, chi sei, cosa ti piace, cosa fai e qualunque altra cosa tu voglia dirci per presentarti.
Vivo ad Auckland, in Nuova Zelanda, e disegno e dipingo tutto il giorno tutti i giorni.

Ho letto sul tuo sito web: “Henrietta ha sviluppato lo stile senza tempo che può essere ottenuto solo avendo occasionalmente intinto un pennello nel caffè di qualcuno, accidentalmente”. Puoi dirci qualcosa di più riguardo il tuo stile?
Mi piace pensare che non seguo le tendenze, è difficile dirlo non potendo osservare il mio lavoro da una prospettiva esterna ma semplicemente esploro il ritratto e la figura umana costantemente attraverso il disegno e la pittura ad acquarello.

Che strumenti usi nel tuo lavoro? Siamo nell’era digitale ma la tua arte ha un aspetto tradizionale, e credo che questa sia una tua qualità.
Matita e acquarello, ecco tutto.

La domanda più classica per un artista: dove trovi l’ispirazione?
In così tanti posti che ho smesso di ricordarmeli.

Perché hai scelto di dipingere i volti nel modo in cui hai fatto per esempio in Crazy, Polo o Flee? E in M Theory abbiamo addirittura due versioni dello stesso ritratto. Cosa volevi comunicare?
Una sensazione di discongiungimento, uno stato di sogno, uno strappo nel tempo.

Perché e come sei diventata un’illustratrice? Ami disegnare principalmente per te, perché senti il bisogno di esprimerti, o per il tuo pubblico, perché vuoi raccontare allo spettatore una storia con ogni nuova opera? Forse entrambi?
Be’, all’inizio era solo per me, l’avrei fatto tutti i giorni indipendentemente dall’avere un pubblico o meno, ma internet ha aperto così tante porte per portare il mio lavoro là fuori, così mi sono ritrovata ad aver voglia di condividere le cose non appena erano finite. Sono un’artista perché non saprei cosa altro potrei fare, è praticamente tutto ciò a cui penso.

Che consiglio daresti ad un giovane artista che vorrebbe migliorare le sue abilità e iniziare a lavorare come illustratore?
Si tratta solo di mettersi al lavoro. Non guardare agli altri artisti e illustratori troppo da vicino, scopri le cose da solo, trova ciò che ti influenza cercando più lontano. I tuoi primi lavori non saranno come li vorresti, i miei certamente non lo erano, ma lentamente prenderanno vita. Continua a disegnare!

Giugno 2014